
Le elezioni del presidente degli Stati Uniti stanno lasciano strascichi importanti. Il neopresidente Donald Trump da mesi minaccia l’applicazione di dazi al mondo del vino europeo, compreso quello italiano. Il 25% o, addirittura il 200% sarebbero ostacoli quasi insormontabili per exoprt del vino italiano e campano, in particolare. Tuttavia l’export di vino italiano verso gli Stati Uniti ha registrato una crescita significativa nel novembre 2024, con un aumento del 41% in volume per gli spumanti e del 17% per i vini fermi imbottigliati. Tale aumento dell’export sarebbe dovuta, stando a quanto riscontrato dall’Osservatorio dell’Unione Italiana Vini (UIV), alla corsa agli acquisti da parte degli importatori americani proprio in previsione dei dazi annunciati dal presidente Trump, in un quadro generale in cui, grazie all’apprezzamento del dollaro, le esportazioni risultano essere agevolate. Infatti, nei primi undici mesi del 2024 l’export del vino italiano in Usa haregistrato un +7% nei volumi spediti, con gli spumanti in crescita del 19,5%.
I prossimi mesi saranno decisivi per comprendere come si evolverà l’exoprt del vino italiano negli Usa.

E’ ovvio che il mercato statunitense è stato quello di più assoluto riferimento per l’export vinicolo italiano tanto da superare i 1,9 miliardi di euro nel 2024 e costituendo il 24% delle esportazioni totali di vino italiano. Perciò l’eventuale presenza dei dazi produce una generale preoccupazione per il futuro commerciale del settore.
Tuttavia il mondo del vino non ha mai vissuto aspettando il fisco, nazionale o straniero, ma è sopravvisuto anche a periodi più nefasti di quello attuale attraverso soprattutto l’innovazione, adattandosi ai cambiamenti climatici ed espandendosi in nuovi mercati. Sono certa che Vinitaly, il grande appuntamento fieristico del mondo vitivinicolo italiano che si svolgerà come sempre a Verona dal 06 al 09 aprile 2025, sarà il luogo ideale per far emergere il settore dalla crisi attuale rendendolo più forte e meglio attrezzato per le sfide future,
