A GROTTAMINARDA IL PRIMO WORKSHOP DEL PROGETTO FRONTSH1P SULL’ECONOMIA CIRCOLARE

Presso il salone del Consorzio di bonifica dell’Ufita si è svolto il workshop sul tema del “recupero e riuso degli scarti agricoli nell’economia circolare” nell’ambito del progetto europeo denominato “Frontsh1p” di cui il Gal Irpinia è partner.

L’occasione ha consentito un ampio e articolato confronto sulle delicate questioni dell’economia circolare e di come essa possa essere un volano di sviluppo oltre che di migliorare la sostenibilità ambientale in un territorio come quello campano e, più in particolare, del territorio appenninico irpino.

Il progetto FRONTSH1P mira a decarbonizzare e rigenerare il territorio della regione polacca di Lodzkie attraverso la dimostrazione di modelli sistemici circolari e soluzioni tecniche, mostrando quattro Soluzioni Sistemiche Circolari (CSS) rivolte a settori chiave come quelli riguardanti gli imballaggi in legno, gli scarti alimentari ed agricoli, le acque reflue e nutrienti e i rifiuti di plastica e gomma.

Dal serrato e partecipato confronto, animato da tecnici e professionisti del settore, è emersa la necessità di perseguire l’obiettivo finale di replicare in Campania, nel territorio di competenza del Gal Irpinia, l’esperienza polacca, insieme alle altre regioni europee coinvolte e situate in Portogallo, Grecia e Paesi Bassi, attraverso la creazione di concreti piani d’azione.

Tali piani sono destinati a contribuire all’agognata transizione verde dei territori interessati individuando, nell’area del Gal Irpinia, soluzioni circolari sistemiche che rimettano nel ciclo produttivo gli scarti di lavorazione provenienti dalle filiere dell’olivicoltura, della viticoltura e della cerealicoltura.

“Siamo convinti che questa iniziativa progettuale – ha precisato il presidente del Gal Irpinia Vanni Chieffo– possa rappresentare un passo significativo anche verso la creazione di opportunità di crescita economica, inclusione sociale e miglioramento della qualità della vita dei cittadini riconnettendo in modo più stringente le aree urbane con quelle rurali”.